La preparazione è molto semplice. Iniziamo facendo bollire le radici di Taro per una ventina di minuti in acqua senza sale, fino a che non riuscirete a penetrare la polpa da parte a parte con uno stecchino o con una forchetta
Togliamo dall'acqua e facciamo brevemente raffreddare, quindi aiutandoci con un coltello togliamo la buccia esterna e tagliamo a piccoli pezzi la radice sbucciata, mettendoli in una ciotola o in un mortaio
Ora tritiamo il Taro. Possiamo farlo nel mortaio per una consistenza più grossa, oppure in un mixer o nel frullatore per una consistenza più fluida, a seconda dei gusti e di cosa volete poi farne.
A questo punto dobbiamo aggiungere lo starter batterico. Possiamo usare un po di liquido di fermetazione di vegetali, se lo abbiamo in casa (cetrioini, Kimchi etc) oppure del Kefir d'acqua o del Kombucha oppure andrà bene anche un cucchiaino di Yogurth con i fermenti vivi.
Mescoliamo e mettiamo in un contenitore aperto, coperto da un telo pulito con un elastico per tenerlo fermo sull'imboccatura. Lasciamo a temperatura ambiente per circa 4 giorni, poi potremo assaggiare e sentire se l'acidità è quella voluta. Più fermenta, ovviamente, più diventa acido e cambia il gusto.
Dopo aver raggiunto il punto di fermentazione e quindi l'acidità che più è gradevole al vostro gusto, potete conservarlo in frigorifero, ma per non più di una settimana