La meridiana dimenticata di via delle Corse a Merano

Una piccola curiosità di Merano, per chi ha voglia di guardare un po’ più in alto.

Chi viene a Merano in vacanza finisce quasi sempre per farsi rapire dalle stesse cose: le vetrine di speck e formaggi sotto i Portici, la statua di Sissi nel parco, le passeggiate panoramiche lungo il Passirio. Tutto giusto, tutto bellissimo. Ma camminando in via delle Corse, la Rennweg dei meranesi di lingua tedesca, c’è un dettaglio che passa quasi sempre inosservato, eppure merita di fermarsi qualche minuto con il naso all’insù.

All’altezza del civico 73, sulla facciata di un palazzo, è dipinta una grande meridiana. Risale con ogni probabilità al periodo asburgico, quando Merano era ancora una delle stazioni di cura più eleganti dell’Impero austro-ungarico, e il suo stile, tutto foglie d’acanto, fiori e volute, ricorda il gusto decorativo di quegli anni. È rimasta chissà come intatta, nonostante una riverniciatura della facciata che possiamo tranquillamente definire “assassina”: il colore nuovo è arrivato fin sopra il bordo del dipinto e si è mangiato persino parte della scritta.

Meridiana dipinta in via delle Corse 73 a Merano, con il motto A·E·I·O·U, teschio, clessidra, segni zodiacali e la scritta latina VOLAT IRREVOCABILIS ULTIMA LATET
La meridiana di via delle Corse 73 a Merano: in alto il motto asburgico A·E·I·O·U, in basso l’iscrizione «(Vol)at irrevocabilis · ultima latet».

A·E·I·O·U: la firma degli Asburgo

La prima cosa che salta all’occhio, in alto, è una sequenza di cinque vocali: A·E·I·O·U. Non è un esercizio di grammatica, ma uno dei motti più famosi (e misteriosi) della storia europea. Lo usava già l’imperatore Federico III d’Asburgo nel Quattrocento, che lo faceva incidere su palazzi, oggetti e stoviglie, senza però lasciarne mai una spiegazione ufficiale. Da allora le interpretazioni si sono moltiplicate: la più celebre è Austriae Est Imperare Orbi Universo, cioè “spetta all’Austria governare il mondo intero”, ma c’è anche la versione tedesca Alles Erdreich ist Österreich untertan, “tutta la terra è sottomessa all’Austria”. Comunque la si legga, su una facciata meranese è una firma inequivocabile: questa meridiana è nata quando qui si era sudditi di Vienna.

Un’iscrizione mangiata dalla vernice

In basso corre un’iscrizione latina che oggi si legge così:

…AT IRREVOCABILIS · ULTIMA LATET

È evidente che la prima parola, nell’angolo in basso a sinistra, è stata coperta dalla vernice della facciata, che ha lasciato visibili solo le ultime due lettere. La lettura completa dovrebbe essere:

VOLAT IRREVOCABILIS · ULTIMA LATET

Se gli studi classici ci sostengono ancora, il senso è: “(l’ora) vola via senza ritorno, l’ultima ci resta nascosta”. È un motto tipico delle meridiane, che da secoli non si limitano a segnare l’ora ma ricordano a chi passa che il tempo è prezioso. La seconda parte, ultima latet, è tra le frasi più diffuse sui quadranti solari di tutta Europa; la prima riecheggia il celebre fugit irreparabile tempus di Virgilio.

Teschio, clessidra, sole e zodiaco

Le immagini dipinte raccontano la stessa cosa delle parole. In basso a sinistra, una piccola clessidra con la sabbia che scorre rappresenta il movimento inarrestabile del tempo, il volat irrevocabilis. Accanto c’è un teschio: un classico memento mori, il promemoria della nostra ultima ora, l’unica di cui siamo certi ma che resta nascosta fino a quando non arriva, l’ultima latet appunto.

Dall’angolo in alto a sinistra un sole con un volto irradia la sua luce verso il basso, mentre lungo la curva rossa in fondo al quadrante sfilano i segni dello zodiaco, dall’Ariete ai Pesci. Le linee oblique che attraversano la parte centrale portano scritte date come “21 Dez”, “21 Jän”, “23 Sept”, “22 Juni”: sono le linee che il punto d’ombra dello gnomone percorre nei diversi periodi dell’anno, dai solstizi agli equinozi. Quel “Jän” per gennaio, al posto del “Jan” usato in Germania, è un tocco austriaco che non stona affatto con l’A·E·I·O·U in alto.

Al centro spicca una grande figura verde a forma di otto: con ogni probabilità è un’analemma, la curva che il Sole descrive nel corso dell’anno e che serve a passare dall’ora “vera” della meridiana all’ora media dei nostri orologi. Lo stesso scopo ha la piccola tabella dipinta in basso a destra, con le correzioni in minuti mese per mese. Insomma, non è solo un bel dipinto: è un vero strumento scientifico, pensato per essere letto e usato.

Dove trovarla

La meridiana si trova a Merano, in via delle Corse (Rennweg), all’altezza del civico 73. Il momento migliore per vederla “funzionare” è una mattina di sole, quando l’ombra dello gnomone si posa sulle linee delle ore. Non c’è nessun cartello a segnalarla: bisogna solo ricordarsi di alzare lo sguardo. Se passate da queste parti, fermatevi un attimo: per qualche minuto, Sissi può anche aspettare.

Che c’azzecca con la cucina?

Lo sappiamo, con la cucina e le ricette non c’azzecca, direbbe l’Antonio nazionale. Ma qualcuno ci ha insegnato che “Ex abundantia enim cordis os loquitur” (Matteo 12,34): la bocca parla dalla pienezza del cuore. E il nostro cuore, oltre che in cucina, sta anche qui, tra le strade di Merano e dell’Alto Adige che abbiamo scelto come casa.

Oggi così. Buon pomeriggio!


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