Castel Goiano dall’alto: tra una ricetta e l’altra si vola

🚁 Tra una ricetta e l’altra si vola

Da oggi, ogni tanto, posiamo le pentole e alziamo il drone. Nasce così “Tra una ricetta e l’altra si vola”, la nuova rubrica di Storie e Territorio dedicata ai voli sopra Merano e l’Alto Adige: castelli, masi, vigneti, sentieri e paesi visti da una prospettiva che a piedi non si può avere. Brevi video verticali, da guardare anche dal telefono, accompagnati dalla storia dei luoghi che sorvoliamo.

Il primo volo non poteva che partire da vicino a casa: sopra Scena (Schenna), sul versante soleggiato che guarda Merano dall’alto, per andare a trovare Castel Goiano, un castello che molti vedono ogni giorno senza conoscerne la storia.

Castel Goiano, il castello della “torre romana”

Castel Goiano, in tedesco Schloss Goyen, sorge a circa 600 metri di quota nella parte alta di Scena, su uno sperone del versante dell’Ivigna, proprio sopra l’imbocco della Val di Nova (Naiftal). Lo si raggiunge salendo per via Goyen, la stradina che porta il suo nome. Il cuore del complesso è un massiccio mastio a pianta quadrata del XII secolo, chiamato “torre romana” per via di una leggenda: il castello prenderebbe il nome da un romano di nome Gaio. Una leggenda, appunto, perché la torre è romanica e non romana; ma il nome è rimasto, e anche il fascino.

Guardando bene uno degli spigoli della torre si nota un rilievo con un elefante, visibile anche da lontano. Attorno al mastio corre un’alta cinta muraria; nei secoli il complesso si è ampliato con il palazzo residenziale, rinnovato intorno al 1570, e una cappella tardogotica.

Otto secoli di passaggi di mano

La storia di Castel Goiano è un lungo elenco di famiglie nobili tirolesi. Alla fine del Duecento apparteneva ai signori di Scena; nel 1384 Oswald Milser lo vendette a Hans von Starkenberg. Nel 1422 il castello finì nel mezzo dello scontro tra il duca Federico IV d’Austria, detto “dalla tasca vuota”, e la lega dei nobili tirolesi che si opponevano al suo potere: fu assediato e conquistato, e gli Starkenberg lo persero. Più tardi, alla fine del Quattrocento, passò ai signori Botsch.

A metà Seicento il complesso fu acquistato dai conti di Stachelburg. L’ultimo di loro cadde nel 1809 nella battaglia del Bergisel, durante l’insurrezione tirolese di Andreas Hofer. Da allora Castel Goiano cambiò più volte proprietario, fino al 1927, quando lo acquistò l’olandese Jan van Heek, che lo fece restaurare a fondo dall’architetto meranese Adalbert Erlebach. Dal 1949 è tutelato come bene culturale.

Oggi è una proprietà privata e non è visitabile: per questo il modo migliore per ammirarlo è proprio dall’alto, o dal sentiero che passa ai suoi piedi.

Il territorio: tra meleti, vigne e la conca di Merano

Il volo segue il paesaggio tipico di queste colline: i filari ordinati dei meleti e dei vigneti che scendono verso Merano, i masi sparsi sui pendii, i boschi che salgono verso le montagne. Dall’alto si apre tutta la conca meranese, con la Val d’Adige che corre verso sud e le cime che la chiudono all’orizzonte. Scena, con il suo centro raccolto attorno alla chiesa e al castello, è uno dei balconi più belli sulla città: un posto dove passeggiare, fermarsi in un buschenschank e, ogni tanto, alzare lo sguardo, o il drone.

Nel video, sulla collinetta circondata dai vigneti, compare anche un altro gioiello di Scena: la chiesetta di San Giorgio, a circa 700 metri, una rara chiesa a pianta rotonda costruita tra XII e XIII secolo come cappella del castello di San Giorgio, detto anche Scena Vecchia. All’interno conserva affreschi del Trecento con le storie del santo che uccise il drago e che ha dato il nome alla frazione. Accanto svetta la Torre della Civetta (Ulenturm), il mastio dell’antico castello e unica parte della fortezza giunta fino a noi.

Buona visione, e alla prossima ricetta. O al prossimo volo.

Castel Goiano e Scena visti dal drone · video verticale


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